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NO ART


Quest’opera è un paradosso. Un’opera che si intitola No Art, e sta in una galleria d’arte, è un ossimoro, una contraddizione in termini: se sta lì, in vendita, non può che essere un’opera d’arte. La responsabilità di chi la compra è, in questo caso, molto grande: è in effetti colui che la acquista che le dà un valore reale. No Art è un’evidente citazione di Manzoni, che vendeva a peso d’oro i propri escrementi inscatolati: oggi, a quasi cinquant’anni di distanza, Ciaravolo mette in vendita la cacca di un cane. Non di un cane qualsiasi, del suo cane: Ueuè. Sull’etichetta c’è infatti scritto: “Artist’s Dog Poop”. Se l’artista ha uno status speciale, qualunque suo prodotto ha un valore. E -per contiguità- anche il suo cane è speciale: dunque anche le sue deiezioni devono godere di una considerazione particolare. Questo è il fondamento della Poop Art.Con No Art Ciaravolo vuole sottolineare l’importanza della leggerezza: non prendersi sul serio è molto vantaggioso per sé e per gli altri ed è una condizione irrinunciabile. Nell’arte, come nella vita. Lungi dallo sminuire l’importanza del proprio lavoro e di sé stessi, non prendersi sul serio aiuta a raggiungere più facilmente qualunque obiettivo. Anche quello di essere felici.

NO ART



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